Import-Export, norme tecniche, tariffe doganali

doganali

Opportunità per le imprese italiane

 

Export verso l’Asia La maggiore parte delle esportazioni dalle aziende straniere situate nelle Filippine verso i Paesi asiatici avviene o in esenzione di dazio (Giappone) o con tariffa massima del 5% grazie agli accordi di libero scambio stipulati. In particolare, le Filippine sono parte attiva degli accordi Asean (oltre 600 milioni di consumatori), un’organizzazione che hanno contributo a fondare e che ora sta allargando la sua rete di trattati commerciali a ’tariffa zero’ con Cina, Corea del Sud, Australia e anche alcuni Paesi dell’America Latina.

 

Le Filippine, in quanto Stato membro e co-fondatore dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, aderiscono alla World Custom Organisation e adottano il sistema armonizzato SITC di classificazione delle merci (HS) utilizzato dalle Nazioni Unite. La maggior parte dei dazi è calcolata sulla base del valore CIF del bene esportato. Un margine preferenziale interno ai Paese asiatici aderenti ai trattati dell’Asean Free Trade Area viene negoziato periodicamente per ogni categoria merceologica. Mediamente, per i prodotti non agricoli, è inferiore al 5%. Per gli altri Paesi, tra cui l’Unione Europea con cui non sono in vigore accordi di libero scambio – anche se i negoziati per un Accordo di Partnership e Cooperazione con la UE sono in fase di avvio – indicativamente il dazio normale applicato su materie prime, prodotti chimici e beni capitali è del 3%, quello sui beni intermedi del 7-10% e quello sui prodotti finiti va dal 15% al 30%. Tra i prodotti industriali gravati da maggiore imposizione figurano diversi prodotti farmaceutici, cosmetici, accessori di moda, calzature e mobili in legno. I dazi più elevati gravano sui prodotti agricoli (cereali, caffè, zucchero) e sulla carne.

Un problema ancora aperto però, è la gestione degli uffici doganali che lascia eccessivo spazio al contrabbando, con conseguente danno, oltre che per le casse dello Stato, anche per chi opera correttamente. Il fenomeno è particolarmente diffuso in alcuni comparti come quello dei prodotti petroliferi e delle auto (usate e non) ed è rilevabile dalle statistiche. Ad esempio il dato sulle immatricolazioni è molto superiore alla somma delle importazioni e dei veicoli venduti dai produttori locali sul mercato interno. Da rilevare anche le forti divergenze tra i dati filippini sulle importazioni dalla Cina e quelli cinesi sulle esportazioni nelle Filippine che sono molto superiori e che quindi indicano che una parte consistente dell’interscambio avviene in maniera irregolare. Il fenomeno riguarda una vasta gamma di prodotti protetti da dazi consistenti o limitazioni all’import quali capi di abbigliamento, piastrelle in ceramica, auto di lusso o di seconda mano, prodotti agricoli, apparecchiature elettroniche in genere, elettrodomestici e articoli di gioielleria.

Documenti di spedizione da presentare in Dogana

(importatori)

 

Fattura commerciale contenente nome o ragione sociale e domicilio di chi vende la merce, nome o ragione sociale e domicilio del destinatario, data di emissione e numero progressivo, descrizione e valore della merce (prezzo unitario e valore totale), quantità della merce espressa in unità, descrizione secondo la classificazione commerciale internazionale (Sistema Armonizzato), peso o volume, condizioni e luogo della consegna, forma e condizioni di pagamento, identificazione fiscale dell’importatore (TIN).
Documenti di pagamento Fotocopia della lettera di credito o di altro documento di accettazione (rimessa diretta ecc.) accompagnato da ricevuta per adempimenti doganali (ACID: Import Entry Declaration for Advance Customs Import Duty).
Packing list in cinque copie (non è obbligatoria ma consente di accelerare i tempi).
Documenti di trasporto Polizza di carico (Bill of Lading) per trasporto via mare. Air Way Bill per trasporto via aerea.

Certificazioni per l’ingresso nel Paese Prima di sdoganare la merce, le Autorità doganali controllano l’avvenuto pagamento dei dazi doganali e delle altre imposte con particolare riguardo all’IVA (generalmente pari al 12%) e a eventuali accise (alcolici, tabacco, gioielli e altri prodotti di lusso). Non solo, ma hanno il compito di verificare che le merci importate per la commercializzazione nel Paese siano conformi alle diverse normative sia per i prodotti industriali (standard tecnici) che per quelle legate alla tutela della salute (farmaci, prodotti alimentari), alla protezione dell’ambiente ecc. In sostanza, quindi, esistono due liste di prodotti: quelli liberamente importabili, per i quali non sono richieste particolari certificazioni, e quelli regolamentati che comportano invece il rilascio preliminare di specifiche autorizzazioni da parte di diverse agenzie governative.

Etichette e marchi

Tutte le merci importate nelle Filippine devono riportare sul prodotto o (quando non è possibile) sulla confezione la marcatura d’origine sia in lingua inglese che in filippino indicante:

- marchio di fabbrica o marchio depositato

- Paese d’origine

- composizione fisica o chimica

- peso netto e misura, espressi nel sistema metrico decimale

- indirizzo del fabbricante e/o dell’imballatore.

I prodotti sprovvisti di marcatura sono sottoposti ad una tassa pari al 5% sul valore del prodotto stesso. Dopodichè il proprietario ha 30 giorni di tempo per rimediare, provvedendo alla marcature. Trascorso questo tempo la merce viene considerata in stato di abbandono.

Le etichette e le confezioni dei prodotti alimentari devono essere approvate dalla FDA (Food and Drug Administration) prima dell’introduzione nel Paese. Anche questa è una procedura di cui si occupano gli importatori. FDA richiede che siano scritte in inglese e che riportino la lista degli ingredienti, compresi gli additivi, il peso netto, il nome e indirizzo del produttore e dell’importatore, il Paese di origine del prodotto, l’identificativo del lotto di produzione. Per prodotti dietetici o per l’infanzia sono richieste ulteriori indicazioni sulle loro proprietà e il loro utilizzo, sul contenuto vitaminico, calorico ecc.

Standard tecnici Per diversi prodotti è necessaria una certificazione preliminare (ICC: import commodity clearence) rilasciata dal Bureau of Product Standards (BPS). Per ottenere la ICC è necessario che i campioni dei prodotti da esportare siano stati preliminarmente sottoposti dagli agenti/importatori ad una verifica del BPS. Tale procedura riguarda in particolare:

- materiali da costruzione

- apparecchi e macchine elettriche

- cosmetici

- attrezzature medicali

- prodotti farmaceutici e per uso medicale

- prodotti elettrici

Solo in seguito al superamento dei test l’importatore avrà l’autorizzazione a vendere i prodotti sul mercato locale. I beni prodotti nelle Filippine devono essere provvisti della certificazione PS (Philippine Standard) che può presentarsi sotto due forme: PS Quality mark o PS Safety mark. Il primo attesta la corrispondenza delle caratteristiche del prodotto con lo standard filippino o altri standard internazionali accettati, il secondo, usato soprattutto su prodotti elettrici e elettrodomestici, attesta la conformità del prodotto con i requisiti di sicurezza in vigore. Anche i marchi ICC e PS devono essere esposti chiaramente sul prodotto e/o sul packaging. In ogni spedizione è utile che l’importatore mantenga a disposizione un campione separato per un’eventuale ispezione di controllo. La lista aggiornata dei prodotti che richiedono la certificazione può essere consultata sul sito web del BPS.

www.bps.dti.gov.ph/jcms/index.php?option=com_dbquery&Itemid=377 Per alcuni prodotti può essere richiesto anche un Certificato di origine redatto dalla Camera di Commercio di riferimento dell’esportatore italiano, legalizzato dal Consolato filippino in Italia.

Normativa per i prodotti alimentari La normativa filippina per i prodotti alimentari, in generale, fa riferimento al Codex Alimentarius statunitense. Per l’importazione di prodotti alimentari, bevande alcoliche (oltre che per medicinali, cosmetici e attrezzature mediche) è necessaria la registrazione presso un Ente che fa capo al ministero della Sanità, la Food and Drugs Administration (FDA), provvista di ampi poteri di sorveglianza e regolamentazione dei prodotti, incluso quello di vietare la commercializzazione di quelli giudicati nocivi o non corrispondenti alle normative filippine. Il Certificate of Product Registration (CPR) rilasciato dalla FDA è rinnovabile per 5 anni. L’intera procedura di registrazione deve essere effettuata da un importatore autorizzato. Se l’esportatore è in grado di fornire dall’inizio tutta la documentazione richiesta il processo di registrazione si esaurisce in due o tre mesi. Altrimenti occorre calcolare anche 4 o 5 mesi. Una regolamentazione più stretta (scadenze, proprietà specifiche, composizione chimico-fisica) è prevista per prodotti dietetici e per l’infanzia, alcolici, acque minerali, alimenti transgenici e anche per quelli cosiddetti “etnici” cioè alimenti derivanti da sostanze di uso non comune nelle Filippine.

I poteri della FDA sono condivisi con quelli di un altro Ente che presiede alla regolamentazione dei prodotti agricoli freschi e non trasformati, il Bureau of Agricultural and Fisheries Product Standards (BAFPS). Questo organismo dipende invece dal ministero dell’Agricoltura. BAFPS si avvale di diverse Agenzie operative a seconda dei prodotti trattati. Queste rilasciano anche gli eventuali certificati fitosanitari (incluse analisi eventuali dei prodotti) richiesti dalla FDA per completare l’autorizzazione ad importare nel Paese. In particolare per i formaggi è necessaria l’autorizzazione del Bureau of Animal Products. Per l’importazione di carni l’importatore deve ottenere anche un nullaosta dei servizi veterinari (VQC: Veterinary Quarantine Clearance).

Documentazione da presentare alla FDA

I documenti che il produttore italiano deve fornire all’importatore per la registrazione dei prodotti pressola FDAsono:

- il contratto di agenzia con l’importatore

- il certificato di idoneità sanitaria rilasciato dalle Aziende Sanitarie locali o Uffici Veterinari per i prodotti di origine animale

- un certificato rilasciato dalle Autorità sanitarie e/o da una Camera di Commercio che documenti il fatto che il prodotto è autorizzato alla vendita in Italia ed è sottoposto ai normali controlli sanitari previsti dalla legge italiana (certificate of Free Sale)

- eventuali analisi certificate se richieste dalla FDA filippina per il prodotto specifico.

I documenti devono essere redatti in inglese e autenticati dall’Ambasciata filippina a Roma o dal Consolato filippino a Milano.

Accordi commerciali internazionali Le Filippine aderiscono all’Organizzazione Mondiale del Commercio e beneficiano di un trattamento doganale favorevole sui maggiori mercati sviluppati in base al sistema delle preferenze generalizzate (GSP). Oltre a ciò il Paese aderisce ai più importanti accordi di libero scambio nell’area asiatica.

Asean Free Trade Area (AFTA) Le Filippine sono uno dei Paesi fondatori dell’ASEAN (Associazione delle Nazioni dell’Asia Sud-Orientale) assieme a Indonesia, Malaysia, Singapore Thailandia a cui si sono aggiunti in seguito Brunei, Vietnam , Laos, Myanmar (Birmania) e Cambogia. E’ un grande mercato, con una popolazione complessiva superiore ai 600 milioni di abitanti e un PIL (2010) di circa 1.800 miliardi di dollari. Presa nel suo complesso l’ASEAN è l’ottava potenza economica mondiale e la terza in Asia (dopo Cina e Giappone). La partecipazione all’ASEAN è un aspetto rilevante, ai fini tariffari, in quanto i Paesi partecipanti sono legati da un accordo di libero scambio.

In generale, ciascun Paese garantisce agli altri partecipanti un trattamento tariffario privilegiato (MOP: margin of preference) rispetto a quello previsto per l’importazione da aree esterne. In particolare, per i prodotti che hanno almeno una quota pari al 40% di contenuto locale, viene applicata una tariffa unica valida per tutti (CEPT: Common Effective Preferential Tarif). Copre la maggior parte dei prodotti industriali (incluse filiere strategiche come l’auto, tessile e abbigliamento, legno e arredo eccetera) con dazi che devono essere contenuti tra lo zero e il 5 per cento. L’accordo esclude i prodotti agricoli non trasformati. Fanno eccezione alcuni prodotti indicati in appositi elenchi. Sono la Highly Sensitive List e la General Exception List. Alcuni Paesi aderenti (Laos, Cambogia, Myanmar) hanno ottenuto di adeguarsi alla tariffa unica in modo graduale ma comunque non oltre il 2015. Il sistema è rafforzato da un ulteriore accordo (AICO: Asean Industrial Cooperation Scheme) che consente di sommare il valore aggiunto prodotto in diversi Paesi ASEAN ai fini del riconoscimento della quota minima di contenuto locale. Altri accordi sono mirati a normalizzare i criteri di calcolo del valore aggiunto e la certificazione di origine del prodotto. Va rilevato che l’Asean, a sua volta, ha implementato una serie di accordi doganali di libero scambio con Giappone, Cina, Australia e Nuova Zelanda, Corea del Sud ed è in trattative per un analogo accordo con l’India. In quanto membro Asean le Filippine godono dei vantaggi previsti da questi accordi.
Philippines Japan Economic Partnership Agreement (PJEPA) Tra Filippine e Giappone esiste un rapporto di lunga data che ha portato alla conclusione, tra i due Paesi, di un accordo di libero scambio che estende i vantaggi previsti dagli accordi Giappone-ASEAN. In pratica l’81% delle esportazioni filippine in Giappone avvengono ormai in esenzione di dazio, inclusa la maggior parte dei prodotti tessili.

WEB

Federal Express Un’utile guida Paese su aspetti diversi legati a import-export da e verso le Filippine è disponibile su www.fedex.com/us/international-resource-center

USDA Il sito sulle Filippine del Dipartimento agricoltura USA riporta diverse pubblicazioni sulle normative di import export di prodotti agricoli e alimentari.

www.fas.usda.gov/country/Philippines/Philippines.asp

Department of Trade and Industry Sul sito del ministero Commercio e Industria sono riportati gli accordi tariffari bilaterali e multilaterali.

www.dti.gov.ph/dti/index.php?p=680

Food and Drug Administration Il sito riporta le differenti normative per la registrazione di farmaci e prodotti alimentari importati.

www.bfad.gove.ph

Philippine Tariff Commission Il sito riporta la classificazione e nomenclatura dei prodotti e diversi moduli per importatori/esportatori.

www.tariffcomission.gov.ph

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