Costi diversi

 

Vantaggi Gli affitti per abitazioni, uffici e show room sono i più convenienti di tutto i Paesi dell’Asia emergente. Manila offre un’ampia scelta di localizzazioni. I trasporti  outbound/inbound via nave sono allineata sui prezzi della Regione. Molto convenienti e con offerta soddisfacente i voli interni.Criticità I costi dell’energia sono invece mediamente elevati e i trasporti (merci) interni presentano lacune sotto il profilo della puntualità con costi allineati su livelli mediamente alti.

 

Sotto il profilo dei costi, le Filippine  sono uno dei Paesi asiatici più competitivi. Bisogna specificare, però di quali costi si parla. Il punto di forza del Paese sono, indubbiamente, le risorse umane (vedi apposito capitolo). Estremamente contenuti anche i costi di affitto di spazi commerciali,  abitazioni per manager espatriati, voli aerei, scuole per stranieri e ospedali.

Costo spazi in dollari spese incluse

  Affitto mensile show room zona centrale m2 mese Costo uffici(m2 mese) Affitto mensile abitazione manager  Affitto capannoni industriali(m2.mese)
FilippineCebu 19,7 11,25 1.300 3,34
Filippine Metromanila 24 17,82 1.300 1,53
Indonesia(Jakarta) 65 20 2.620 3,7
Vietnam(Ho Chi Minh City) 77 57 2.550 0,18
CinaDalian 87 38,5 2.930 3,5
Cina Shanghai 21,5 64,8 2.900 2,7
MalaysiaKuala Lumpur 14 21 4.500 Nd
ThailandiaBangkok 74,5 19,7 1.660 6,4
India Bangalore 23 17 1.972 4,3
India New Delhi 185 36 3.100  Nd

Fonte: Jetro 2010

Il punto più debole riguarda le infrastrutture e quindi i costi interni dell’energia per uso industriali e dei trasporti interni.

Casa e ufficio  Mediamente i costi di affitto sono molto contenuti. Manila è in assoluto la città meno cara della Regione e dell’Asia emergente in particolare, e soprattutto i prezzi sono stabili.  C’è un buon equilibrio ra crescita della domanda e dell’offerta. I contratti sono generalmente su tre anni per spazi o alloggi di dimensioni limitate. Per unità più impegnative la norma è su 5 anni con possibile revisione di prezzo al terzo anno generalmente basati su indici di mercato. Per gli uffici occorre aggiungere le spese condominiali (service charges) pagate in genere con frequenza mensile. Le bollette dell’elettricità vanno pagate separatamente. Le riparazioni interne sono generalmente a carico dell’affittuari.  Le aree preferite dagli stranieri a Metromanila per la localizzazione di un ufficio sono Makati, Fort Bonifacio, Ortigas, Alabang e Quezon City.

Affitto mensile uffici classe A in Asia in dollari

Città Dollari per 10sqf (0,9mq) Aumento su 12 mesi precedenti
Manila 12 0
Kuala Lumpur 20 + 2%
Jakarta 20 + 3,3%
Bangkok 21 – 1%
Shanghai 22 + 24%
Ho Chi Minh City 34 – 18%
New Delhi 58 + 8%
Singapore 75 + 44%
Hong Kong 83 + 6%
Nota: i dati differenza di quelle Jetro sono al lordo delle spese condominiali

Fonte: Cushman&Wakefied 2011

Dove a Manila

Makati  Con i suoi numerosi grattacieli, è il primo e più importate distretto di uffici di  Manila. Assieme alle località collegate di Legaspi e Salcedo Village, ospita  anche condomini abitativi e insediamenti residenziali di fascia alta (Forbes Park, Dasmarinas) e medio alta (Urbaneta, Bel-air. San Lorenzo) con ville, viali alberati ecc  I costi di affitto sono i più elevati di tutte le filippine. Per ville di almeno 280 m2, con giardino di  almeno 700m2, aria condizionata, finiture di lusso, o appartamenti di analogo livello possono raggiungere i 5mila dollari al mese. Ma sono reperibili anche appartamenti di elevato standing per costi pari a meno alla metà. Le contigue aree urbane di  Fort Bonifacio e del Rockell Center, con caratteristiche analoghe,  possono  essere considerato come un’estensione della stessa Makati. Sono prevalentemente dedicate ad attività terziarie. Il costo medio degli uffici a Makati è attorno ai 19 dollari per m2 mese. A Fort Bonifacio scende a 14 dollari

Ortigas Center Localizzato 8 chilometri a nord di Makati è considerato come il secondo ‘business district’ delle Filippine con una fortissima concentrazione anche di centri commerciali. Qui i costi per gli uffici scendono in media a 1o dollari per m2 mese

Eastwood City Occupa un’area di 15 ettari con una forte concentrazione di attività nel settore informatica e business process outsourcing.

Alabang E’ una delle maggiori aree di espansione per uffici e insediamenti residenziali a sud della città. I costi per gli uffici sono attorno ai 10m2 mese.

Bay Area E’ il lungomare e fronte-porto di Manila ma offre spazi limitati anche se ospita uno dei maggiori centri commerciali del Paese

Quezon City Situata su un altipiano a nordovest di Makati  occupa circa un quarto dell’intera area metropolitana della capitale. I due insediamenti più prestigiosi  sono l’Ayala Techno Hub considerata comela Silicon Valley delle Filippine, e Araneta Center che invece è soprattutto un’area commerciale e di interscambio per i trasporti metropolitani.

Siti e capannoni industriali  La maggior parte della aziende straniere che svolgono attività produttive nelle Filippine scelgono di localizzarsi  nelle Economic Zones che offrono notevolissimi vantaggi fiscali e organizzativi soprattutto per quanto riguarda i rapporti con le Dogane, le Autorità locali ecc. I costi di insediamento variano notevolmente anche a seconda delle attività svolte. Nella maggior parte delle città queste aree industriali sono localizzate in prossimità dei centri abitati. Nel caso di Manila le cose sono un po’ differenti e le aree più ‘gettonate’ sorgono ai confini dell’area metropolitana. Nella tabella sono indicati i costi di affitto delle economic zone situate nei poli industriali che circondano l’area metropolitana della capitale e in quelle localizzate a Cebu che è il secondo centro industriale del Paese. 

Località Terreni (affitto mensile in dollaro al m2) Edificio industriale standard affitto per m2 mese in dollari Logistica
Subic Bay Freeport  0,40 – 1.50 2,00 – 20.00 130 km da Manila dotato di porto e aeroporto internazionali
Clark Special Economic Zone  0,30 1,00 – 4.00 80 km da Manila dotato diaeroporto internazionale
Calabarzon nd 2 – 6 110 km da Manila
Cebu nd 2,50 – 3,50 Città e isola dotate di porto e aeroporto  internazionale

 

 

Logistica e trasporti  Le Filippine non sono un Paese ‘facile’ per i trasporti. In estrema sintesi, i maggiori inconvenienti, per le imprese italiane, sono due: la mancanza di collegamenti diretti, via nave, con l’Italia. Per cui i container da e verso le Filippine necessitano di trasbordo su uno dei hub della Regione Asia Pacifico (generalmente: Singapore o Hong Kong). Questo significa che, se non si vuole ricorrere ai servizi di cargo aereo,  i tempi di collegamento dall’Italia possono andare dai 30 ai 40 giorni.

Distanze dei porti filippini (Subic) dai maggiori hub asiatici

  Miglia di distanza Ore di navigazione
Hong Kong 550 28
Shanghai 1.062 53
Singapore 1.335 67
Busan 1.343 67
Kobe 1.391 70

Attualmente, il  traffico container da e verso le Filippine si aggira attorno a 5 milioni annui di teu. Di questi, tre milioni sono gestiti dai due terminali specializzati del porto di Manila (MICT e South Harbour).  Il Porto di Manila è anche il principale terminale per il traffico cargo (circa 45 milioni di tonnellate annue). Il risultato è un forte congestionamento. Complessivamente i costi per i trasporti transoceanici su collocano sulla fascia medio/alta rispetto ad altri porti asiatici con una significativa differenza (600 dollari) tra Manila e Cebu.

  Costo invio container  in Usa (Los Angeles)
Vietnam(Ho Chi Minh City) 3.370
FilippineCebu 2.500
Filippine Metromanila 3.100
Indonesia (Batam) 3.000
Indonesia(Jakarta) 2.500
CinaDalian 1.950
Cina Shanghai 2.050
MalaysiaKuala Lumpur 2.250
ThailandiaBangkok 2.534
India Bangalore 3.536
India New Delhi 4.950

Fonte: Jetro 2010

A medio termine la soluzione per ridurre i costi a Manila è  legata a un maggior utilizzo dei due porti (localizzati comunque al centro dell’isola di  Luzon)  di Batangas e di Subic. Quest’ultimo è collegato all’omonima free zone (SBMA). Oltre a Manila e Cebu sistono altri porti internazionali, in particolare quello di Cagayan de Oro nell’isola meridionale di Mindanao, collegato alla città di Davao e alla free zone Phividec.

Abbastanza costosi e non sempre affidabili in termini puntualità sono i trasporti interni effettuati prevalentemente su ruota. Indicativamente l’invio di un container di 40 piedidall’isola di Mindanao, comporta una spesa di duemila dollari. Le difficoltà, in questo caso sono legate allo stato delle strade che deteriora mano a mano che ci si allontana dalla capitale e il problema si aggrava quando ci sono piogge e inondazioni. Sui costi incidono i prezzi piuttosto sostenuti della benzina, dei camion, dei pedaggi sulle arterie di scorrimento veloce a Manila.   Non sempre affidabili i collegamenti marittimi interni: sulla carta le linee regolari ci sono, la rete dei porti è estesissima,  ma nella quotidianità può capitare che le navi, per motivi diversi, non partano alle scadenze previste. Le tariffe interne sono invece  estremamente convenienti per gli spostamenti personali e quelli nelle città (taxi). Inoltre, rispetto ad  altre capitali asiatiche (Hanoi, Giakarta, Singapore) a Manila il traffico è generalmente più scorrevole.

Energia Il prezzo di riferimento per l’energia praticato dalla maggiore utility del Paese (Meralco) è di 11,5 centesimi di dollari per  chilowattora rispetto ai 7,5 centesimi della Thailandia e ai 5,5 dell’Indonesia. Le tariffe però variano notevolmente a seconda delle località. Ad esempio a Cebu sono inferiori di circa il 10% rispetto a Manila. In particolare i costi per le utenze  domestiche sono attorno ai 10 centesimi. Alla tariffa per kWh occorre aggiungere, per impieghi industriali, una serie di voci fisse quali i costi di allacciamento che vanno da un minimo di 50 dollari per piccole potenze a 462 dollari per le grandi utenze industriali. Anche le spese per i contatori possono andare dai 27 dollari fino a 370 dollari.

L’energia per uso residenziale è sovvenzionata per le fasce basse di consumo,  ma quando i prelievi  salgono si aggiungono costi aggiuntivi imposte ecc per cui le tariffe salgono.

Costi energia per usi  residenziali 

Consumo mensile dollari (totale) Centesimi di dollaro per kWh
50 kWh 6 12
100kWh 18 18
200 kWh 46 23
800 kW 213 27

A medio termine le tariffe elettriche dovrebbero diminuire con l’entrata in funzione di nuovi impianti che  aumenteranno il livello  di concorrenza tra operatori.

Impiegati  Il costo medio annuo di un impiegato generico con almeno tre anni di esperienza, inclusi contributi ecc varia notevolmente a seconda delle località. A Manila può arrivare a 6.200 dollari  mentre in altre aree più lontane dalla capitale può scendere alla metà e anche a Cebu cala a 4.700 dollari. Per un direttore di sede commerciale o di attività diverse con laurea e almeno 10 anni di esperienza si possono calcolare 17mila dollari anno a Manila, 13.900  dollari a Cebu e attorno a 5mila dollari in località più lontane.  

WEB

 

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Meralco Il sito riporta in dettaglio le tariffe per uso industriale e residenziale a Manila

http://www.meralco.com.ph

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Import-Export, norme tecniche, tariffe doganali

doganali

Opportunità per le imprese italiane

 

Export verso l’Asia La maggiore parte delle esportazioni dalle aziende straniere situate nelle Filippine verso i Paesi asiatici avviene o in esenzione di dazio (Giappone) o con tariffa massima del 5% grazie agli accordi di libero scambio stipulati. In particolare, le Filippine sono parte attiva degli accordi Asean (oltre 600 milioni di consumatori), un’organizzazione che hanno contributo a fondare e che ora sta allargando la sua rete di trattati commerciali a ’tariffa zero’ con Cina, Corea del Sud, Australia e anche alcuni Paesi dell’America Latina.

 

Le Filippine, in quanto Stato membro e co-fondatore dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, aderiscono alla World Custom Organisation e adottano il sistema armonizzato SITC di classificazione delle merci (HS) utilizzato dalle Nazioni Unite. La maggior parte dei dazi è calcolata sulla base del valore CIF del bene esportato. Un margine preferenziale interno ai Paese asiatici aderenti ai trattati dell’Asean Free Trade Area viene negoziato periodicamente per ogni categoria merceologica. Mediamente, per i prodotti non agricoli, è inferiore al 5%. Per gli altri Paesi, tra cui l’Unione Europea con cui non sono in vigore accordi di libero scambio – anche se i negoziati per un Accordo di Partnership e Cooperazione con la UE sono in fase di avvio – indicativamente il dazio normale applicato su materie prime, prodotti chimici e beni capitali è del 3%, quello sui beni intermedi del 7-10% e quello sui prodotti finiti va dal 15% al 30%. Tra i prodotti industriali gravati da maggiore imposizione figurano diversi prodotti farmaceutici, cosmetici, accessori di moda, calzature e mobili in legno. I dazi più elevati gravano sui prodotti agricoli (cereali, caffè, zucchero) e sulla carne.

Un problema ancora aperto però, è la gestione degli uffici doganali che lascia eccessivo spazio al contrabbando, con conseguente danno, oltre che per le casse dello Stato, anche per chi opera correttamente. Il fenomeno è particolarmente diffuso in alcuni comparti come quello dei prodotti petroliferi e delle auto (usate e non) ed è rilevabile dalle statistiche. Ad esempio il dato sulle immatricolazioni è molto superiore alla somma delle importazioni e dei veicoli venduti dai produttori locali sul mercato interno. Da rilevare anche le forti divergenze tra i dati filippini sulle importazioni dalla Cina e quelli cinesi sulle esportazioni nelle Filippine che sono molto superiori e che quindi indicano che una parte consistente dell’interscambio avviene in maniera irregolare. Il fenomeno riguarda una vasta gamma di prodotti protetti da dazi consistenti o limitazioni all’import quali capi di abbigliamento, piastrelle in ceramica, auto di lusso o di seconda mano, prodotti agricoli, apparecchiature elettroniche in genere, elettrodomestici e articoli di gioielleria.

Documenti di spedizione da presentare in Dogana

(importatori)

 

Fattura commerciale contenente nome o ragione sociale e domicilio di chi vende la merce, nome o ragione sociale e domicilio del destinatario, data di emissione e numero progressivo, descrizione e valore della merce (prezzo unitario e valore totale), quantità della merce espressa in unità, descrizione secondo la classificazione commerciale internazionale (Sistema Armonizzato), peso o volume, condizioni e luogo della consegna, forma e condizioni di pagamento, identificazione fiscale dell’importatore (TIN).
Documenti di pagamento Fotocopia della lettera di credito o di altro documento di accettazione (rimessa diretta ecc.) accompagnato da ricevuta per adempimenti doganali (ACID: Import Entry Declaration for Advance Customs Import Duty).
Packing list in cinque copie (non è obbligatoria ma consente di accelerare i tempi).
Documenti di trasporto Polizza di carico (Bill of Lading) per trasporto via mare. Air Way Bill per trasporto via aerea.

Certificazioni per l’ingresso nel Paese Prima di sdoganare la merce, le Autorità doganali controllano l’avvenuto pagamento dei dazi doganali e delle altre imposte con particolare riguardo all’IVA (generalmente pari al 12%) e a eventuali accise (alcolici, tabacco, gioielli e altri prodotti di lusso). Non solo, ma hanno il compito di verificare che le merci importate per la commercializzazione nel Paese siano conformi alle diverse normative sia per i prodotti industriali (standard tecnici) che per quelle legate alla tutela della salute (farmaci, prodotti alimentari), alla protezione dell’ambiente ecc. In sostanza, quindi, esistono due liste di prodotti: quelli liberamente importabili, per i quali non sono richieste particolari certificazioni, e quelli regolamentati che comportano invece il rilascio preliminare di specifiche autorizzazioni da parte di diverse agenzie governative.

Etichette e marchi

Tutte le merci importate nelle Filippine devono riportare sul prodotto o (quando non è possibile) sulla confezione la marcatura d’origine sia in lingua inglese che in filippino indicante:

– marchio di fabbrica o marchio depositato

– Paese d’origine

– composizione fisica o chimica

– peso netto e misura, espressi nel sistema metrico decimale

– indirizzo del fabbricante e/o dell’imballatore.

I prodotti sprovvisti di marcatura sono sottoposti ad una tassa pari al 5% sul valore del prodotto stesso. Dopodichè il proprietario ha 30 giorni di tempo per rimediare, provvedendo alla marcature. Trascorso questo tempo la merce viene considerata in stato di abbandono.

Le etichette e le confezioni dei prodotti alimentari devono essere approvate dalla FDA (Food and Drug Administration) prima dell’introduzione nel Paese. Anche questa è una procedura di cui si occupano gli importatori. FDA richiede che siano scritte in inglese e che riportino la lista degli ingredienti, compresi gli additivi, il peso netto, il nome e indirizzo del produttore e dell’importatore, il Paese di origine del prodotto, l’identificativo del lotto di produzione. Per prodotti dietetici o per l’infanzia sono richieste ulteriori indicazioni sulle loro proprietà e il loro utilizzo, sul contenuto vitaminico, calorico ecc.

Standard tecnici Per diversi prodotti è necessaria una certificazione preliminare (ICC: import commodity clearence) rilasciata dal Bureau of Product Standards (BPS). Per ottenere la ICC è necessario che i campioni dei prodotti da esportare siano stati preliminarmente sottoposti dagli agenti/importatori ad una verifica del BPS. Tale procedura riguarda in particolare:

– materiali da costruzione

– apparecchi e macchine elettriche

– cosmetici

– attrezzature medicali

– prodotti farmaceutici e per uso medicale

– prodotti elettrici

Solo in seguito al superamento dei test l’importatore avrà l’autorizzazione a vendere i prodotti sul mercato locale. I beni prodotti nelle Filippine devono essere provvisti della certificazione PS (Philippine Standard) che può presentarsi sotto due forme: PS Quality mark o PS Safety mark. Il primo attesta la corrispondenza delle caratteristiche del prodotto con lo standard filippino o altri standard internazionali accettati, il secondo, usato soprattutto su prodotti elettrici e elettrodomestici, attesta la conformità del prodotto con i requisiti di sicurezza in vigore. Anche i marchi ICC e PS devono essere esposti chiaramente sul prodotto e/o sul packaging. In ogni spedizione è utile che l’importatore mantenga a disposizione un campione separato per un’eventuale ispezione di controllo. La lista aggiornata dei prodotti che richiedono la certificazione può essere consultata sul sito web del BPS.

www.bps.dti.gov.ph/jcms/index.php?option=com_dbquery&Itemid=377 Per alcuni prodotti può essere richiesto anche un Certificato di origine redatto dalla Camera di Commercio di riferimento dell’esportatore italiano, legalizzato dal Consolato filippino in Italia.

Normativa per i prodotti alimentari La normativa filippina per i prodotti alimentari, in generale, fa riferimento al Codex Alimentarius statunitense. Per l’importazione di prodotti alimentari, bevande alcoliche (oltre che per medicinali, cosmetici e attrezzature mediche) è necessaria la registrazione presso un Ente che fa capo al ministero della Sanità, la Food and Drugs Administration (FDA), provvista di ampi poteri di sorveglianza e regolamentazione dei prodotti, incluso quello di vietare la commercializzazione di quelli giudicati nocivi o non corrispondenti alle normative filippine. Il Certificate of Product Registration (CPR) rilasciato dalla FDA è rinnovabile per 5 anni. L’intera procedura di registrazione deve essere effettuata da un importatore autorizzato. Se l’esportatore è in grado di fornire dall’inizio tutta la documentazione richiesta il processo di registrazione si esaurisce in due o tre mesi. Altrimenti occorre calcolare anche 4 o 5 mesi. Una regolamentazione più stretta (scadenze, proprietà specifiche, composizione chimico-fisica) è prevista per prodotti dietetici e per l’infanzia, alcolici, acque minerali, alimenti transgenici e anche per quelli cosiddetti “etnici” cioè alimenti derivanti da sostanze di uso non comune nelle Filippine.

I poteri della FDA sono condivisi con quelli di un altro Ente che presiede alla regolamentazione dei prodotti agricoli freschi e non trasformati, il Bureau of Agricultural and Fisheries Product Standards (BAFPS). Questo organismo dipende invece dal ministero dell’Agricoltura. BAFPS si avvale di diverse Agenzie operative a seconda dei prodotti trattati. Queste rilasciano anche gli eventuali certificati fitosanitari (incluse analisi eventuali dei prodotti) richiesti dalla FDA per completare l’autorizzazione ad importare nel Paese. In particolare per i formaggi è necessaria l’autorizzazione del Bureau of Animal Products. Per l’importazione di carni l’importatore deve ottenere anche un nullaosta dei servizi veterinari (VQC: Veterinary Quarantine Clearance).

Documentazione da presentare alla FDA

I documenti che il produttore italiano deve fornire all’importatore per la registrazione dei prodotti pressola FDAsono:

– il contratto di agenzia con l’importatore

– il certificato di idoneità sanitaria rilasciato dalle Aziende Sanitarie locali o Uffici Veterinari per i prodotti di origine animale

– un certificato rilasciato dalle Autorità sanitarie e/o da una Camera di Commercio che documenti il fatto che il prodotto è autorizzato alla vendita in Italia ed è sottoposto ai normali controlli sanitari previsti dalla legge italiana (certificate of Free Sale)

– eventuali analisi certificate se richieste dalla FDA filippina per il prodotto specifico.

I documenti devono essere redatti in inglese e autenticati dall’Ambasciata filippina a Roma o dal Consolato filippino a Milano.

Accordi commerciali internazionali Le Filippine aderiscono all’Organizzazione Mondiale del Commercio e beneficiano di un trattamento doganale favorevole sui maggiori mercati sviluppati in base al sistema delle preferenze generalizzate (GSP). Oltre a ciò il Paese aderisce ai più importanti accordi di libero scambio nell’area asiatica.

Asean Free Trade Area (AFTA) Le Filippine sono uno dei Paesi fondatori dell’ASEAN (Associazione delle Nazioni dell’Asia Sud-Orientale) assieme a Indonesia, Malaysia, Singapore Thailandia a cui si sono aggiunti in seguito Brunei, Vietnam , Laos, Myanmar (Birmania) e Cambogia. E’ un grande mercato, con una popolazione complessiva superiore ai 600 milioni di abitanti e un PIL (2010) di circa 1.800 miliardi di dollari. Presa nel suo complesso l’ASEAN è l’ottava potenza economica mondiale e la terza in Asia (dopo Cina e Giappone). La partecipazione all’ASEAN è un aspetto rilevante, ai fini tariffari, in quanto i Paesi partecipanti sono legati da un accordo di libero scambio.

In generale, ciascun Paese garantisce agli altri partecipanti un trattamento tariffario privilegiato (MOP: margin of preference) rispetto a quello previsto per l’importazione da aree esterne. In particolare, per i prodotti che hanno almeno una quota pari al 40% di contenuto locale, viene applicata una tariffa unica valida per tutti (CEPT: Common Effective Preferential Tarif). Copre la maggior parte dei prodotti industriali (incluse filiere strategiche come l’auto, tessile e abbigliamento, legno e arredo eccetera) con dazi che devono essere contenuti tra lo zero e il 5 per cento. L’accordo esclude i prodotti agricoli non trasformati. Fanno eccezione alcuni prodotti indicati in appositi elenchi. Sono la Highly Sensitive List e la General Exception List. Alcuni Paesi aderenti (Laos, Cambogia, Myanmar) hanno ottenuto di adeguarsi alla tariffa unica in modo graduale ma comunque non oltre il 2015. Il sistema è rafforzato da un ulteriore accordo (AICO: Asean Industrial Cooperation Scheme) che consente di sommare il valore aggiunto prodotto in diversi Paesi ASEAN ai fini del riconoscimento della quota minima di contenuto locale. Altri accordi sono mirati a normalizzare i criteri di calcolo del valore aggiunto e la certificazione di origine del prodotto. Va rilevato che l’Asean, a sua volta, ha implementato una serie di accordi doganali di libero scambio con Giappone, Cina, Australia e Nuova Zelanda, Corea del Sud ed è in trattative per un analogo accordo con l’India. In quanto membro Asean le Filippine godono dei vantaggi previsti da questi accordi.
Philippines Japan Economic Partnership Agreement (PJEPA) Tra Filippine e Giappone esiste un rapporto di lunga data che ha portato alla conclusione, tra i due Paesi, di un accordo di libero scambio che estende i vantaggi previsti dagli accordi Giappone-ASEAN. In pratica l’81% delle esportazioni filippine in Giappone avvengono ormai in esenzione di dazio, inclusa la maggior parte dei prodotti tessili.

WEB

Federal Express Un’utile guida Paese su aspetti diversi legati a import-export da e verso le Filippine è disponibile su www.fedex.com/us/international-resource-center

USDA Il sito sulle Filippine del Dipartimento agricoltura USA riporta diverse pubblicazioni sulle normative di import export di prodotti agricoli e alimentari.

www.fas.usda.gov/country/Philippines/Philippines.asp

Department of Trade and Industry Sul sito del ministero Commercio e Industria sono riportati gli accordi tariffari bilaterali e multilaterali.

www.dti.gov.ph/dti/index.php?p=680

Food and Drug Administration Il sito riporta le differenti normative per la registrazione di farmaci e prodotti alimentari importati.

www.bfad.gove.ph

Philippine Tariff Commission Il sito riporta la classificazione e nomenclatura dei prodotti e diversi moduli per importatori/esportatori.

www.tariffcomission.gov.ph

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